UNA PER UNO

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babbucce

mercoledì 20 aprile 2011

ESPOSIZIONE GRADUALE PER GINO

Gino è un cane timido e riservato, ma non codardo. Ci fu un tempo in cui venne scritturato per uno spot televisivo (lo inquadravano tutto ben pettinato mentre una voce fuori campo diceva: “XYXX: un prodotto per chi ha fiuto”) e lui, trovandosi all’improvviso di fronte al co-protagonista,  un puledro nero (anch’esso attore, ma professionista, mentre nel caso di Gino si era trattato di una sostituzione dell’ultima ora, un’emergenza) gli andò incontro e gli si piazzò al centro delle quattro lunghissime zampe. Non si era comunque trattato di un caso: anticamente, nella sua terra d’origine, il bassotto tedesco veniva affiancato ai cavalli da tiro, per tenere lontano dai loro zoccoli i topi che avrebbero potuto farli imbizzarrire. Così gli antenati di Gino si guadagnavano la pagnotta macinando chilometri e chilometri di corsa, in strategica quanto temeraria postazione. Ma Gino non compie gesti arditi solo per via di quanto scritto nel suo DNA. Di fatto, affronta a muso duro qualunque estraneo entri in casa, come possono testimoniare l’Uomo delle Raccomandate e l’Uomo della DHL che, con la scusa del bassotto che ringhia, anziché salire fino al mio appartamento, per completare il servizio a domicilio, mi invitano, via citofono, a scendere. Gino ha coraggio da vendere anche a fronte di eventi atmosferici, come tuoni e fulmini, che riempiono di vero terrore qualsiasi membro della razza canina (compresi gli spocchiosi dobermann) e dà prova di grande autocontrollo, equilibrio e forza interiore perfino la notte del 31 dicembre, quando tutti i cani della terra uggiolano tremebondi negli angoli di casa, sotto i divani o appiccicati alle gambe del padrone nella certezza che quei rumori forti e improvvisi – i maledetti botti che offrono a chi li fa la garanzia di essere mandato a fanculo da tutti coloro che sono costretti a subirli -  siano il segno che la placida esistenza condotta fino a quel momento abbia ceduto il passo a una vita costellata di sventure insostenibili per un malato di cuore. Gino è impavido e temerario lì dove gli altri cani crollano miseramente, mostrando la loro fragilità emotiva. Ma come tutti i leggendari forti della storia, da Sansone ad Achille, anche Gino ha un punto debole, una zona d’ombra, un lato vulnerabile fuori controllo, ingestibile sia da noi sia da lui stesso, che pure è così generoso nel mettersi in gioco quando si tratta di proteggere i suoi padroni dagli Uomini dei Pacchi e delle Buste e i cavalli dai topi. Gino ha una paura ben definita,  che gli fa perdere la testa e gli fa scordare l’orgoglio, che non confessa volentieri ma con la quale ogni giorno, ogni volta che usciamo, deve (e noi con lui) fare i conti. Il suo spettro agghiacciante sono i passeggini con dentro una bambina o, peggio ancora, un bambino. Ovunque ci troviamo, se solo se ne profila uno all’orizzonte, Gino si blocca, si appiattisce a terra, mette tra le zampe la sua magnifica coda (uno stiletto lungo, affusolato, la più bella coda canina in circolazione) e comincia a tremare tutto, soffiando con il naso e chiudendo gli occhi, come dire “la morte in faccia non me la sento di guardarla”.  Così devo accucciarmi (molto, perchè è un bassotto appunto) e rincuorarlo. Ogni giorno la stessa storia ogni volta che incrociamo un passeggino. Ogni giorno, accucciata vicino a lui con voce calda e affettuosa gli assicuro che ce la potrà fare e che quel passeggino corredato di bambino che sta avanzando non è una vendetta divina, non lo smembrerà, gettando i suoi resti sanguinolenti in mezzo alla strada. Ma lui niente, aspetta la fine con il fiato sospeso, scosso da brividi di terrore, pentendosi dei suoi peccati (l’ultimo dei quali è l’assassinio di un passero), sicuro ogni giorno, ogni volta che un passeggino avanza, che gli restino solo poche manciate di secondi prima di chiudere con la vita. Così io e Nonno Putativo ci siamo ridotti a farlo camminare solo all’alba o a tarda notte, quando di passeggini in giro non c’è neanche l’ombra, limitando al massimo il tempo che gli facciamo trascorrere fuori casa nella fascia oraria a rischio bambini. Ci stiamo tutti domandando come faremo con Gino quando arriverà Bambino nuovo, corredato di passeggino.  Il veterinario dice che la strada giusta è quella dell’"esposizione graduale", la stessa che gli psichiatri indicano come risolutiva in caso di fobie umane, come il terrore dei ragni o degli spazi troppo chiusi o troppo aperti. Nei prossimi giorni io e Nonno Putativo (a cui piace uscire a fare shopping) andremo a comperarci un passeggino, lo nasconderemo in garage, poi ogni giorno lo andremo a prendere e lo porteremo in casa per mostrarlo a Gino con la massima cautela e gradualità, nella speranza che regga il colpo e, allo stesso tempo, ci perdoni.


6 commenti:

  1. Che tenerezza che mi ha fatto il tuo bassottino... ma (perdonami Gino) certi passaggi mi hanno fatto anche tanto ridere!

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  2. piccino gino..
    il mio cane ha paura dei bimbi invce.... perchè da cucciola un bimbo lha pizzicata

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  3. quello che ti ha detto il veretinario è giusto. si è scordato di dirti che "consolare" il cane come fai tu con atteggiamento materno è sbagliato e dovresti il prima possibile cambiare atteggiamento. Le coccole sono dei premi per il cane. perciò se lui ha paura e lo coccoli vai a confermare la sua paura con un bel premio. inoltre tutte quelle parole che dici lo stordiscono solamente e lo innervosiscono ancora di più. Poi c'è il problema del bambino che per il cane non è un essere umano piccolo ma un essere alieno visto che non ha le ghiandole ormonali sviluppate ha un odore totalmente diverso dagli adulti, quindi se nella sua infanzia di cane ha avuto contatti sbagliati coi bambini che l'hanno spaventato o non ha avuto contatti affatto ne ha paura. anche tu se vedessi un marziano avresti paura. per lui è uguale. bambino=e.t.
    consiglio:
    prendere il passeggino e piazzarlo in casa chiuso in un posto qualunque. dopo 3 giorni metterlo chiuso nei pressi della ciotola. dopo 4 giorni che ci mangia vicino aprirlo e lasciarlo di nuovo per 4 giorni farlo mangiare nei pressi del passeggino. dopo altri 4 giorni muovere il passeggino per casa con nonchalance come se steste portando in giro nipotino. muover il passeggino con molta lentezza, niente movimenti bruschi. fino a che non si abitua. andare a passeggio con gino e passeggino in orari di calma. quando gino sarà tranquillo iniziare a portarlo a spasso in orari di giardinetti. arrivare fino a 10 metri da un vero passeggino con bambino se gino si spaventa mantenere la calma, dare il guinzaglio a futuro nonno putativo che sta fermo sul posto, e tu ti avvicini da sola con passo sicuro al passeggino fai 2 smorfie al bambino, torni indietro se gino si è calmato e non ha avuto paura nel frattempo FNP si sarà speritcato in lodi e l'avrà rimpinzato di biscottini premio. avanti così finché gino non capirà che passeggino e bambino = biscotto se non mi spavento. ridurre sempre di più le distanze ma sempre in maniera graduale (mezzo metro alla volta) Baci
    Mari dal pc di mamma

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  4. Ehi Mari, grazie dei consigli, davvero preziosissimi!!!!!!!!!!!

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  5. Caspita Mari, complimenti per i consigli! oltre che preziosi sono esposti con grande chiarezza!

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