UNA PER UNO

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babbucce

martedì 18 gennaio 2011

QUEL CHE SI DICE PORTARSI AVANTI

Prima di sapere una certa intenzione di mia figlia, del sesso di Bambino m’importava assai poco. Un nipotino è un nipotino e mai e poi mai mi sarebbe passato per la testa di tenergli il muso per una questione di genere, su cui oltretutto solo il fato  può mettere lo zampino. In queste prime settimane di nonnità me lo sono figurato maschio e poi femmina, poi ancora maschio, quindi femmina: in ciascuna versione era comunque superlativo per bellezza, intelligenza, abilità, grazia, simpatia, salute e intuito. Niente dà più soddisfazione di un nipotino, sia pure per il momento ancora immaginario.
Adesso, però, qualcosa è cambiato: ieri Figlia mi ha chiesto asilo per l’intervallo pranzo (“Hai per caso insalata, tonno, un uovo sodo, un panino, un cornetto Algida? Se sì, arrivo all’una e trenta e ho 15 minuti”) e mentre si gustava il favoloso dessert da 230 calorie, augurandosi di trovare nel cono di biscotto il più grosso pezzo di cioccolato nero che mai consumatore ebbe da vedere durante la sua vita terrena, mi ha detto:
<<Se è femmina lo chiamo come te>>
<<……………………………..>>
<<Checcè, non sei contenta?>>
<<Ehi calma, non è una notizietta qualsiasi, è un assaggio di immortalità. Ma ci pensi??? CI PENSI????? Un donnino in giro bello come sette soli che si chiama come me? Che tutte le mie amiche mi diranno: come si chiama questa ottava meraviglia e io dirò SI CHIAMA COME ME!!!.............................................
WOWWWWW….. WOOWWWWWW……. …UHHHHHHHHHHH…..YUUUUUUUUU….WOWWWW….EVVAI!!!!!!!!!!!!!!!!.....................................>>
<<Mamma? Mamma respira….>>
<<UMFFFF…FUUUUUUU…UMMMFFFF….FUUUU……UMF…
Ma spiegami perché? Qui gatta ci cova…conosco i mie polli…puzza di bruciato….>>
<<Perché voglio iniziare una tradizione, quella di passare il nome della nonna alla prima nipotina, così mia figlia chiamerà sua figlia come me…>>
<<Porca l’oca>>
<<CHE?>>
<<Porca l’oca…>>
<<Si scrive tutto attaccato?>>
<<No, con l’apostrofo: elle apostrofo oca>>
<<Ah, sai che non lo sapevo? Che ne dici di ‘sta faccenda del nome, ma’?>>
<<Che vuoi che dica? Speriamo che sia femmina>>.
Certe volte sono più che prevedibile, direi di una banalità imbarazzante.

7 commenti:

  1. Simpatico questo blog! Decisamente originale, anche se suona strano leggere il blog di una nonna, visto che per la mia generazione le nonne consideravano i computer degli strani arnesi intrisi di magia oscura! :)

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  2. non ti farà strano quando dovrai chiamarla e chiamerai te? Non sono sicura se mi piacerebbe... Vabbè dipende anche da che tipo di nome è, se è molto comune o raro.
    Comunque trovo i nomi maschili molto più difficili da scegliere!
    Rugiada

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  3. Ciao, ci ho pensato a lungo prima di dirlo (scriverlo) ma mi parrebbe il caso che sua figlia fosse ben consapevole del fatto che non è detto che poi le sue eventuali figlie seguano la direzione della tradizione che lei vuole inaugurare. Un conto è dare il nome della nonna perché è bello e ci piace ecc... un conto è perché si vuole vincolare altri (che non sono nemmeno ancora nati)ad una scelta che forse a loro non corrisponde. Spero di non aver offeso nessuno. grazie.

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  4. Perchè da questi primi post che ho letto mi pare di vedere una nonna futurista e una figlia tradizionalista?

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  5. laura, ci hai preso eccome! Ecchissei???'

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  6. Io? Il gatto dagli stivali, è ovvio! si vede dalla foto, no?

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  7. nel ramo materno della mia famiglia c'era proprio questa tradizione: la prima femmina si chiamava a generazioni alterne Carla (o Carlotta) oppure Cesira. Già mia mamma saltò il Carla/Carlotta che stava male con il cognome, a me saltò il Cesira che pure mia nonna omonima disse che era ormai un po' troppo retrò. Eppure... forse a 16 anni l'avrei odiato, ma ora mi piacerebbe alla follia chiamarmi Cesira :)

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