Alle sette del mattino vado a
casa loro (di loro Tre) per prepararli e poi portarne a scuola due su
tre, cioè le due Elle, così chiamati
quando vanno in coppia dalle iniziali dei nomi. Delle liti furenti, delle
negoziazioni (se fai quello ti do questo, se non fai questo non avrai quello),
delle minacce antiche quanto inefficaci (adesso conto ... e uno e due e poi
qualcuno mi saprebbe dire cosa mai succede al tre? NULLA DI NULLA da che mondo
è mondo) non dirò: chiunque abbia avuto per le mani dei bambini + un adolescente
già con brufoli e cappuccio in testa d’ordinanza, ne sarebbe tediato, il “già vissuto” annoia.
Bene stamattina mentre stavamo
per toccare il fondo – Lorenzo si rifiutava di lavarsi i denti perché avremmo
fatto tardi e guai a dirgli che avrebbe fatto prima a farlo che a spiegarmi la
ragione per cui non poteva e Leonardo, semivestito, dava vita a un sabba
infernale sul letto urlando a squarciagola un rap di sua invenzione - ho detto basta a 80 decibel ottenendo un inaspettato fermo immagine. Ma a quel punto la
Montessori che è in me si è fatta sentire forte e chiara. <<Non è così
che si ottiene obbedienza!>> quindi mi ha suggerito la seguente domanda che,
soggiogata, ho rivolto con tono dolce e fermo, come manuali insegnano: <<Ragazzi,
per favore vorrei che rispondeste con sincerità a quanto sto per
chiedervi>>. Orrore puro nei loro occhi: sono maschi detestano essere
interrogati su qualsivoglia argomento.
<<Allora, ma voi davvero vorreste
che nessuno la mattina si occupasse di voi? Che nessuno si preoccupasse di
mandarvi a scuola ben vestiti, ordinati, con un buon odorino di pulito
addosso?>>.
In coro hanno risposto, senza esitazione alcuna, le due Elle per una volta tanto alleate:
<<Sìììììììììììììììììììì. Ci piacerebbe tantissimo!!!!!>>.
Maria Montessori, taci per
sempre.
Nessun commento:
Posta un commento