UNA PER UNO

UNA PER UNO
babbucce

lunedì 7 novembre 2011

IL TRIONFO DI NONNO PUTATIVO

Sapevo benissimo, sia per sentito dire che per esperienza personale, che alle donne che diventano mamme spuntano  numerose paia di mani e di occhi. Sapevo anche che le loro energie si centuplicano,  il loro udito si affina e, soprattutto, che il loro tempo si dilata, consentendo di stipare in una giornata di 24 ore quello che gli umani svolgono in 46.  Quello che ancora ignoravo  è che anche alle nonne in servizio attivo crescono mani e occhi e antenne speciali, che captano qualsiasi impercettibile anomalia che riguarda il bimbo nuovo. E’ sulla dilatazione del tempo che si evidenzia giorno dopo giorno il divario tra mamma e nonna. Le ore della giornata delle nonne continuano a essere 24, né più né meno di quante fossero prima, e questo è un vero guaio a cui solo una botta di culo grattando Win for life potrebbe porre rimedio. Una nonna tipo me, lontana anni luce dalla pensione che, tipo me, deve lavorare, intendiamoci bene, per vivere, e non certo per la realizzazione personale (di cui le importa un fico, il sessantotto è così lontano, acqua passata, roba da dinosauri e poi una nonna tipo me neppure l’ha vissuto, è arrivata dopo)  quando viene reclutata per un servizio di baby sitting può chiudere per quel giorno con qualsiasi altra attività. Nipotino è un datore di lavoro esigente, che non chiude occhio neanche per sbaglio. E’  morbido, dolce, buffo, ha anelli di ciccia regolamentari (è aumentato quasi tre chili dalla nascita) e un odorino di zucchero filato che fa venire l’acquolina in bocca. Gli piace farsi lavare con l’acqua scrosciante del rubinetto, apprezza la buona musica (Fra Martino campanaro in particolare), sorride di sghimbescio mentre una fossetta gli buca la guancia, ma non ammette distrazioni da parte di chi si occupa di lui. In casa bisogna tenerlo in braccio, possibilmente cullandolo a velocità 7 (su 7 livelli di velocità) meglio se accennando qualche passo di danza. Concede deroghe solo se si esce: in carrozzina sta buonissimo, sempre che si cammini a passo spedito senza fermarsi mai neppure per allacciarsi eventualmente una scarpa o per attendere il verde dei semafori. L’altro pomeriggio Nonno Putativo è tornato prima dal lavoro per darmi una mano, o meglio braccia e gambe visto che il mio turno era particolarmente lungo (dalle 13.30 alle 19.30). Abbiamo vestito Manflor che protestava vivacemente con un vocione da carrettiere e ci siamo avviati per il quartiere, che non conosciamo ancora, dove è andata ad abitare Figlia, nella speranza di imbatterci in una pasticceria fornita, luccicante, odorosa di pastafrolla, dove berci (Nipotino permettendo) un te all’inglese con torta al cioccolato e altre delizie simili. E’ successo di meglio: abbiamo incontrato un negozio di jeans di TUTTE LE TAGLIE, particolare non trascurabile per uno come Nonno Putativo che sfiora i due metri d’altezza per …ehm…i tot chili di peso. Siamo entrati spingendo il carrozzino: Nipotino taceva e osservava con un accenno di mestolino sulla bocca, ancora in dubbio se fare un gheo di approvazione o scoppiare a piangere diventando paonazzo di rabbia per quella sosta poco gradita.  Abbiamo chiesto un certo jeans e una certa taglia e c’erano entrambi: miiiiii,  data l’eccezionalità dell’evento ci è venuto automatico diffidare, chiederci dov’era l’imbroglio.  Non c’era: tutto filava liscio come l’olio. Il negozio era vuoto, la commessa/proprietaria era tutta per noi, i jeans calzavano a pennello e avevano un prezzo decisamente basso. Ma la fortuna aveva deciso di esagerare con Nonno Putativo. Mentre pagava, Nipotino ha optato per il pianto sirena-dei-pompieri-trascinata-nel-castello-di-Dracula-dove-il-conte-aveva-organizzato-un-festino-con-altri-vampiri-assetati quindi io l’ho estratto dal carrozzino. Lui si è zittito immediatamente e immediatamente si è guardato intorno facendo gheo. La gentile commessa/proprietaria l’ha guardato e dopo i “che carino, che amore, ma quanto ha?” di rito ha detto testualmente a Nonno Putativo:
<<Ma questo bambino è tale e quale a lei…>> .
Un trionfo.

4 commenti:

  1. ha ha ha!
    sempre bello leggerti!
    E bello delle energie che si centuplicano! Per me sta succedendo anche in gravidanza, per il momento mi sento wonderwoman!

    Ti dicevo in un commento piu' sotto e ti ripeto qui che stamattina riflettevo e scrivevo di una sorta di "poetica della felicita'" e ti ho pensata quando eri tutta felice nell'attesa del nipotino e ti immaginavo immersa ora in quella felicita' che e' venuta alla luce... ora ti vedo anche!

    RispondiElimina
  2. Tabata Potter
    Squa grazie per quello che mi dici, ma senti puoi darmi qualche piccola anticipazione? (E' un maschietto, vero? E come si chiamerà? E qual è il termine?). Aspetto...:-)

    RispondiElimina
  3. si maschietto! Il suo nome di blog e' Ello, ma il nome vero e' un altro, contariamente da Figlia l'ho sentito subito, prima ancora di sapere che era maschio! Ma forse Figlia anche l'aveva scelto e non voleva dirlo? Qui in oLanda il nome resta segretissimo fino alla nascita. Io l'ho tenuto nascosto solo agli olandesi ;)
    Se sei proprio curiosa e cerchi un poco sul blog il nome vero si cela da qualche parte, ma non ce l'ho scritto io ;) ... anche se non faccio altro che parlare di lui.. di questo in qualche modo mi scusavo in quel che ho postato stamattina e siccome so che puoi capire cercavo la tua complicita'...
    Il temrine e' il 28 di febbraio e aspetto con gioia anche io :)

    RispondiElimina