UNA PER UNO

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babbucce

sabato 10 ottobre 2015

LA FELICITA’ HA I PEDALI


 Nipotino ha compiuto 4 anni. E quando un Nipotino compie 4 anni ai nonni non resta che regalare la Prima Bicicletta.

<Ha i pedali … nonna ….i PEDALI!>>

<<Sì, sì e anche le rotelline!>>

<<Come sono belli i pedali!>>

Sì, i pedali sono belli. Hanno inoltre un’altra peculiarità: servono a far muovere la bicicletta. Grazie a essi non c’è bisogno che un bambino si danni l’anima e ci rimetta le suole delle scarpe per fare un metro.
Mi sono chiesta più e più volte se l’inventore della bici senza ruote sia un sadico oppure un graziato dalla 180. Eppure ha convinto folte schiere di Figlie e di Generi Preferiti. Ma con i nonni, biologici e non, e meno che mai con le nonne non attacca. Mai gli perdoneranno, mai gli perdonerò tutto quel sudore tutto quell'arrancare per percorrere un metro.

venerdì 25 settembre 2015

CHE NEANCHE SOFOCLE ED EURIPIDE INSIEME



 <<Nipotino, quella brocca piena d’acqua finirà male…>>

<<No, no, no nonna! Ci sto ploplio attento!>>

<<Nipotino, sul bordo della vasca così piena com’è, con te che ci sguazzi a un centimetro, quella brocca la vedo precaria assai...Toglila su: vorrai mica allagarmi il bagno?>>

<<Ma no, nonna! IN REALTA’ mi serve ploplio lì, non vedi che ci ho messo i pesci e anche il ragno?>>

<<Nipotino, bada a quel che fai perché stavolta, se tutta quell'acqua cadrà sul pavimento (come già successo) mi arrabbierò davvero…>>

<<Ma nonna! IN REALTA’ ci starò molto attent …..>>

Splashhhhhhhhhhhhhhhhhhh sciacc …..ciac e ciaaaaaaashhhh

<<Naaaaaaaaaaaa ….ARGHHHHHHHHHHHHHHHHHH. Non ci credo! E’ successo! L’hai rovesciata, guarda che disastro!!!>>

<<Nonna scusa, scusa>>. Orecchi rossi.

<<Stavolta scusa ma non ti scuso, almeno non all’istante>>

<<Sc…scu..scusami nonna, ti prego. Non l'ho fatto apposta!>>. Singhiozzi disperati.

<<E ci mancherebbe anche che l'avessi fatto apposta. Sono arrabbiata! Hai fatto di testa tua e ora devo asciugare io>>

<<N-no-non-na, non mi darai da mangiare stasera?>> Singhiozzi disperati con singulti.

<<Ma dai, nipotino, cosa c’entra. Certo che ti darò la cena…>>

<<Ho capito allora: nonna no, ti plego, IN REALTA’ quello no…>>. Singhiozzi disperati con supporto di brevi crisi di apnea associate a emissione di lacrime a spruzzo.

<<Cosa, nipotino? Cosa hai capito?>>

<<Non verrai alla festa dei nonni dell’asilo. Non ci verrai! E io che ho colorato tanto, tutto il giorno l’invito, nonna no, nooooo, questo no!>>

<<Ma certo che verrò alla festa, nipotino, basta così. Facciamo la pace>>.

La disperazione aumenta. I singhiozzi si fanno più vicini. Ehi, nipotino, non mi diventare blu che resti senza nonna.

<<Nonna? Allora non mi vorrai più bene…>>

<<Nipotino, ti prego!  Il bene non si discute. Hai fatto una cosa stupidina, pazienza, vedi, ho asciugato tutto. Passato. Dimentichiamolo. Facciamo la pace. Non parliamo mai più>>.

Singhiozzi in diminuzione. Radi lacrimoni. Qualche sospiro.

Nipotino nudo, in piedi nella vasca piena oltre che di acqua anche di pesciolini e altra fauna di plastica, tra cui una vedova nera e un cavallo (un po’ fuori tema, ma comunque irrinunciabili per un bagnetto al top dell’attrattiva) mi guarda con le orecchie rosse per il vapore caldo e per la mortificazione.  

<<Ti ho perdonato, basta nipotino, tranquillo, ora ti asciugo e poi cerchiamo un cartone del Gruffalò>>

………………………………………………………………………………………………

<<Va bene, nipotino? Ok?>>

<<Nonna… nonna, ma sei ancora felice?>>

 

 

giovedì 17 aprile 2014

E POI?


<<Nonna afeffo dofe andiamo?>>

<<Adesso a casa mia>>

<<A casa delli nonna?>>

<<Sì, certo>>

<<E poi?>>

<<Poi guardiamo un pochino di televisione…>>

<<Nemo?>>

<<Se vuoi, però potremmo anche cambiare…>>

<<No, Nemo! Nemo e Dori>>

<<Va bene>>

<<E poi?>>

<<Poi facciamo il bagno>>

<<E poi?>>

<<Poi ti do la cena…>

<<No nonna, plima di quefto poi?…>>

>>Ah scusa: prima della cena ti asciugo i capelli, ti metto la crema e ti vesto>>

<<E poi?>>

<<Poi ti do la cena>>

<<Il fifo?>>

<<Sì ,il riso>>

<<E poi?>>

<<Poi ti porto a casa tua>>

<<A casa delli mammi e delli papà?>>

<<Proprio così>>
<<E poi?>>
<<Poi la mamma ti dà un bacio>>
<<E poi?>>
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Nipotino risparmia le esse e in qualche caso le erre, ma è generoso con le effe ed è un grande pianificatore. Per stare tranquillo e godersi il presente ha bisogno di avere conferma di quanto accadrà , minuto per minuto, durante l’arco della sua giornata e poco importa se tutto si svolge in modo sempre uguale, per tutta la settimana.  Lo accontento volentieri, augurandomi che nulla rivoluzioni la sempre identica scaletta quotidiana, perché Nipotino è un tipo conciliante ma l’imprevisto quello no, non lo regge proprio.

sabato 15 marzo 2014

DI VERBI, EFFE E DUBBI IDIOMATICI


<<Dai chiama l’ascensore!>>
<<Ecco  fato. Ho prèmito li bottone>>

<<Ti aiuto a salire>>
<<Scì, ma hai aprito li macchina?>>

<<Vuoi venire al mare con i nonni la prossima estate?>>
<<No, grassie: io viegno con li mammi e li papà>>

<<Ti metto una musica che ti piace…ascolta...>>
<<Cofa è esta muchica?>>
<<La cura, Battiato>>
<<La fura,  Baffiato>>
<<Ehm sì...>>
<<Fefferò i tuoi fafelli fome frame di un fanto…>>
<<Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto…>>
<<Ah, scì! E’ italiano, nonna?>>
<<Nipotino, quando mai non parliamo in italiano?>>
<<Quando ci essie ill’inglese sul dividi e ci è scrito felefione  lingee>>
<<……….>>
<<FELEFIONE! Lingee!>>
<<Ah, selezione lingue: sì ho capito…ehm…che c’entra?>>
<<Perché ci è ill’inglese…>>
Be’, allora tutto si spiega.


martedì 11 marzo 2014

COME FACIO NONNA?

In un lavoro come il mio capita a volte, non molto spesso, di fare incontri che non sarà più possibile dimenticare, neanche mettendosi di impegno. A me è successo quando mi hanno chiesto di scrivere un pezzo su un figlio di celebrità “ben riuscito”  (no droga, no alcol, no violenza su se stesso o su altri). Non è che non ce ne fossero (e non ce ne siano), ma in quel momento la cronaca suggeriva il contrario. L’idea dell’articolo era nata proprio per smentire l’ipotesi che si andava affermando in quei giorni della inquietante equivalenza mamma/papà star = figli infelici/scentrati/frustrati/dissoluti.
Ci ho messo un po’ a trovarlo, ma alla fine era esattamente quello che cercavo.  Mi ha detto subito sì, allegro, disponibile e vincente al tavolo della vita.
Gli piaceva l’idea di parlare di che mamma fosse stata quella sua mamma che adesso è leggenda, quella sua mamma che nessuno mai (almeno fino a ora) ha saputo eguagliare in eleganza e charme. Quella sua mamma icona di fascino e stile, che ha stigmatizzato un genere di bellezza che mai potrà stancare e, quindi, tramontare.
Avrei voluto che l’intervista non finisse mai, non registravo, non prendevo appunti, proprio io post-it addicted, ascoltavo incantata senza che mi sfuggisse un solo monosillabo, preoccupata solo di riuscire a ottenere risposta a tutte le domande che mi correvano nel cervello, tipo carica degli gnu nel Re Leone.
<<Qual è la raccomandazione che ripeteva spesso sua madre a lei, Sean, e a suo fratello Luca?>>
<<Ah, sì. Ecco, diceva sempre: vorrei che diventaste uomini gentili. Noi le chiedevamo: e come si fa, mamma? Lei ci sorrideva: semplice, per essere gentili basta essere gentili!>>

Nipotino ieri sera, sdraiato sul lettone dopo il bagnetto, ha cominciato a sgambettare forte mentre tentavo di rivestirlo. Voleva giocare, certo, ma se mi avesse colpito di sicuro mi avrebbe fatto un po’ male. L’ho guardato con un’espressione contrariata, stavo per dirgli di fermarsi, ma mi ha preceduto.
<<Devo fare più pianino, nonna?>>
<<Sì, certo, così mi puoi fare male!>>
<<O (s)cusa, nonna, Cusa tanto, no fato posta>>
<<Lo so che non vuoi fare male alla tua nonna, Nipotino>>
<<No che no voglio. Io-Tommy vuole essere gentile. Come facio, nonna?>>
<<E’ facile! Per essere gentile basta essere gentile!>>. E abbiamo riso insieme.
<<Nipotino? Sai chi diceva questa frase ai suoi bambini perché li voleva gentili?>>
<<Io no! Non so>>.
 <<Te la faccio vedere sull’I-pad>>
Ne sono uscite mille di sue foto, ma ho scelto quella classica, col tubino nero e il bocchino lungo. Gli ho detto due tre volte il nome, così per amor di storia.

<<Ho visto nonna, ma no mi piace guardare Odriepurn, mettiamo la Pimpa?>> 

lunedì 10 marzo 2014

EDUCATISSIMO


<<Nipotino, devi imparare a fare la pipì nel vasino>>
<<No grasssie>>
<<Nipotino, è ora!>>
<<…mf….>>
<<Nipotino?>>
<<..mf...mf…>>
<<Dobbiamo cominciare a togliere il pannolino. La pipì devi farla nel vasino, ormai è un bel po’ che lo abbiamo comprato e sta lì pieno di polvere>>
<<No, grasssie nonna. Io-Tommy preferisco il pannolino>>
<<Ma perché, Nipotino?>>
<<Perché il vasino mi fa tanta paua>>
<<Paura? Ma per che ragione?>>

<<Perché adesso Io-Tommy voglio la mia mamma Valentina>>

venerdì 7 marzo 2014

PARENTELE

Nipotino in auto, subito dopo l’uscita dalla scuola materna (sezione primavera), a mo' di comunicazione di servizio:
<<Io-Tommy sono figlio della mamma Valentina>>
<<Giusto>>
Nipotino, sempre in auto, tanto per ribadire:
<<La mamma Valentina è la mamma di io-Tommy>>
<<Proprio così>>.
Nipotino, ancora in auto, a scopo di ripasso:
<<Io Tommy ho una mamma che si chiama mamma Valentina>>
<<Esattamente! E dimmi, lo sai chi è la mamma della tua mamma Valentina?>>
Nipotino, guardando un punto imprecisato del  mio poggiatesta:
<<Mmmmm...mf....>>
<<Dai pensaci bene!>>
Nipotino, puntando il dito verso la mia schiena:
<<Lei!!!>>  
<<Lei?>>
Nipotino, con tono didattico-trionfale:
<<Lei: la mia nonna Lau(r)a di io-Tommy>>