UNA PER UNO

UNA PER UNO
babbucce

giovedì 17 aprile 2014

E POI?


<<Nonna afeffo dofe andiamo?>>

<<Adesso a casa mia>>

<<A casa delli nonna?>>

<<Sì, certo>>

<<E poi?>>

<<Poi guardiamo un pochino di televisione…>>

<<Nemo?>>

<<Se vuoi, però potremmo anche cambiare…>>

<<No, Nemo! Nemo e Dori>>

<<Va bene>>

<<E poi?>>

<<Poi facciamo il bagno>>

<<E poi?>>

<<Poi ti do la cena…>

<<No nonna, plima di quefto poi?…>>

>>Ah scusa: prima della cena ti asciugo i capelli, ti metto la crema e ti vesto>>

<<E poi?>>

<<Poi ti do la cena>>

<<Il fifo?>>

<<Sì ,il riso>>

<<E poi?>>

<<Poi ti porto a casa tua>>

<<A casa delli mammi e delli papà?>>

<<Proprio così>>
<<E poi?>>
<<Poi la mamma ti dà un bacio>>
<<E poi?>>
..........................................................................................................................................................

Nipotino risparmia le esse e in qualche caso le erre, ma è generoso con le effe ed è un grande pianificatore. Per stare tranquillo e godersi il presente ha bisogno di avere conferma di quanto accadrà , minuto per minuto, durante l’arco della sua giornata e poco importa se tutto si svolge in modo sempre uguale, per tutta la settimana.  Lo accontento volentieri, augurandomi che nulla rivoluzioni la sempre identica scaletta quotidiana, perché Nipotino è un tipo conciliante ma l’imprevisto quello no, non lo regge proprio.

sabato 15 marzo 2014

DI VERBI, EFFE E DUBBI IDIOMATICI


<<Dai chiama l’ascensore!>>
<<Ecco  fato. Ho prèmito li bottone>>

<<Ti aiuto a salire>>
<<Scì, ma hai aprito li macchina?>>

<<Vuoi venire al mare con i nonni la prossima estate?>>
<<No, grassie: io viegno con li mammi e li papà>>

<<Ti metto una musica che ti piace…ascolta...>>
<<Cofa è esta muchica?>>
<<La cura, Battiato>>
<<La fura,  Baffiato>>
<<Ehm sì...>>
<<Fefferò i tuoi fafelli fome frame di un fanto…>>
<<Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto…>>
<<Ah, scì! E’ italiano, nonna?>>
<<Nipotino, quando mai non parliamo in italiano?>>
<<Quando ci essie ill’inglese sul dividi e ci è scrito felefione  lingee>>
<<……….>>
<<FELEFIONE! Lingee!>>
<<Ah, selezione lingue: sì ho capito…ehm…che c’entra?>>
<<Perché ci è ill’inglese…>>
Be’, allora tutto si spiega.


martedì 11 marzo 2014

COME FACIO NONNA?

In un lavoro come il mio capita a volte, non molto spesso, di fare incontri che non sarà più possibile dimenticare, neanche mettendosi di impegno. A me è successo quando mi hanno chiesto di scrivere un pezzo su un figlio di celebrità “ben riuscito”  (no droga, no alcol, no violenza su se stesso o su altri). Non è che non ce ne fossero (e non ce ne siano), ma in quel momento la cronaca suggeriva il contrario. L’idea dell’articolo era nata proprio per smentire l’ipotesi che si andava affermando in quei giorni della inquietante equivalenza mamma/papà star = figli infelici/scentrati/frustrati/dissoluti.
Ci ho messo un po’ a trovarlo, ma alla fine era esattamente quello che cercavo.  Mi ha detto subito sì, allegro, disponibile e vincente al tavolo della vita.
Gli piaceva l’idea di parlare di che mamma fosse stata quella sua mamma che adesso è leggenda, quella sua mamma che nessuno mai (almeno fino a ora) ha saputo eguagliare in eleganza e charme. Quella sua mamma icona di fascino e stile, che ha stigmatizzato un genere di bellezza che mai potrà stancare e, quindi, tramontare.
Avrei voluto che l’intervista non finisse mai, non registravo, non prendevo appunti, proprio io post-it addicted, ascoltavo incantata senza che mi sfuggisse un solo monosillabo, preoccupata solo di riuscire a ottenere risposta a tutte le domande che mi correvano nel cervello, tipo carica degli gnu nel Re Leone.
<<Qual è la raccomandazione che ripeteva spesso sua madre a lei, Sean, e a suo fratello Luca?>>
<<Ah, sì. Ecco, diceva sempre: vorrei che diventaste uomini gentili. Noi le chiedevamo: e come si fa, mamma? Lei ci sorrideva: semplice, per essere gentili basta essere gentili!>>

Nipotino ieri sera, sdraiato sul lettone dopo il bagnetto, ha cominciato a sgambettare forte mentre tentavo di rivestirlo. Voleva giocare, certo, ma se mi avesse colpito di sicuro mi avrebbe fatto un po’ male. L’ho guardato con un’espressione contrariata, stavo per dirgli di fermarsi, ma mi ha preceduto.
<<Devo fare più pianino, nonna?>>
<<Sì, certo, così mi puoi fare male!>>
<<O (s)cusa, nonna, Cusa tanto, no fato posta>>
<<Lo so che non vuoi fare male alla tua nonna, Nipotino>>
<<No che no voglio. Io-Tommy vuole essere gentile. Come facio, nonna?>>
<<E’ facile! Per essere gentile basta essere gentile!>>. E abbiamo riso insieme.
<<Nipotino? Sai chi diceva questa frase ai suoi bambini perché li voleva gentili?>>
<<Io no! Non so>>.
 <<Te la faccio vedere sull’I-pad>>
Ne sono uscite mille di sue foto, ma ho scelto quella classica, col tubino nero e il bocchino lungo. Gli ho detto due tre volte il nome, così per amor di storia.

<<Ho visto nonna, ma no mi piace guardare Odriepurn, mettiamo la Pimpa?>> 

lunedì 10 marzo 2014

EDUCATISSIMO


<<Nipotino, devi imparare a fare la pipì nel vasino>>
<<No grasssie>>
<<Nipotino, è ora!>>
<<…mf….>>
<<Nipotino?>>
<<..mf...mf…>>
<<Dobbiamo cominciare a togliere il pannolino. La pipì devi farla nel vasino, ormai è un bel po’ che lo abbiamo comprato e sta lì pieno di polvere>>
<<No, grasssie nonna. Io-Tommy preferisco il pannolino>>
<<Ma perché, Nipotino?>>
<<Perché il vasino mi fa tanta paua>>
<<Paura? Ma per che ragione?>>

<<Perché adesso Io-Tommy voglio la mia mamma Valentina>>

venerdì 7 marzo 2014

PARENTELE

Nipotino in auto, subito dopo l’uscita dalla scuola materna (sezione primavera), a mo' di comunicazione di servizio:
<<Io-Tommy sono figlio della mamma Valentina>>
<<Giusto>>
Nipotino, sempre in auto, tanto per ribadire:
<<La mamma Valentina è la mamma di io-Tommy>>
<<Proprio così>>.
Nipotino, ancora in auto, a scopo di ripasso:
<<Io Tommy ho una mamma che si chiama mamma Valentina>>
<<Esattamente! E dimmi, lo sai chi è la mamma della tua mamma Valentina?>>
Nipotino, guardando un punto imprecisato del  mio poggiatesta:
<<Mmmmm...mf....>>
<<Dai pensaci bene!>>
Nipotino, puntando il dito verso la mia schiena:
<<Lei!!!>>  
<<Lei?>>
Nipotino, con tono didattico-trionfale:
<<Lei: la mia nonna Lau(r)a di io-Tommy>>


sabato 22 febbraio 2014

APPASSIONATO

Nipotino è forzuto e pieno di passione. Soprattutto bacia molto.  Vorrebbe farlo alla francese, ma i più gli danno buca.  Le maestre girano in fretta il viso e lui deve accontentarsi di una guancia, al posto delle labbra a cui punta. I suoi amichetti si irrigidiscono e, rapidi come fulmini, lo spingono via, negandogli non solo il bocca a bocca, ma il benché minimo contatto fisico. Nipotino resta malissimo e ci riprova, una, due, tre volte poi sconsolato abbassa il testone biondo e si allontana come un amante respinto che non sa perché.  Nipotino è solito tuffarsi sui compagni dell’asilo, per afferrarli nelle morsa delle sue braccette appassionate. Se l’oggetto della sua travolgente attenzione finisce a terra e piange lui resta basito, non se ne capacita, ma cerca di rimediare.  Poi così racconta, appena mi vede, per togliersi il peso che gli è intollerabile:
<<Ogi fato cadere il Luccio. Ma poi ho chietto (s)CUSA>>
<<E come mai hai fatto cadere Lucio?>>
<<Fato tuffo tropo forte>>
<<E Lucio?>>
<<Caduto e pianto subito. Io alora detto (s)CUSA. Poi dato un bacio a Lucio. (S)CUSA E BACIO>>
<<E lui?>>
<<Pianto ancora. Ha deto: no bacio, B/VIA B/VIA. Deto così, a io-Tommy!>>
Nipotino alle 5,30, ora in cui vado a prenderlo all’asilo, fa il giro di tutti i presenti, cercando di baciare alla francese amichetti, maestre ed eventualmente nonni e mamme altrui. Ogni giorno rimane sconcertato dalla accoglienza che riceve dai più, ma non demorde, niente intiepidisce l’entusiasmo che nutre per l’umanità tutta, niente affievolisce il suo desiderio di creare legami travolgenti.
Nulla di grande è stata fatto né sarà mai fatto se non c’è passione, sostiene Hegel. Se avesse ragione, c'è da tenere d’occhio Nipotino.


mercoledì 19 febbraio 2014

DI COSE BELLE, ANGELI E NONNE

In questo anno sono successe tante cose. Alcune bellissime e una bruttissima. Tra le bellissime l’aver conosciuto di persona Marina Minelli, proprio lei, la giornalista di www.altezzareale.com. Abbiamo pranzato insieme e passeggiato in un miracoloso pomeriggio senza impegni, senza imprevisti, senza affanni. Credo che niente rigeneri di più di un’amica che sa tutto di Kate Middleton (compresa la faccenda della torta di nozze conservata), che fa il tuo stesso lavoro (non occorre spiegare nulla, sa già tutto), che ti porta una torta sbrisolona di pasticceria, che fa brillare gli occhi di Nipotino perché è bionda, solare e come non bastasse estrae dalla borsa un librettino morbido, pieno zeppo di pesci e secchielli e palette, manco qualcuno le avesse spifferato che qui la noiosissima Peppa ha ceduto lo scettro a “Nemo” e alla “Sirenetta”.
Da menzionare poi la felicità di Figlia, entrata dopo infiniti dai e dai in Cardiologia, quindi le 17,30 di ogni giorno (martedì escluso). E’ a quest’ora che dal lunedì al venerdì (martedì escluso) vado a prendere Nipotino all’asilo: lo tengo da me fino alle 20 e in questo arco di tempo mi concentro su di lui, lo ascolto, gli leggo le storie, lo faccio giocare nella vasca pullulante di rane, squali, pesci pagliaccio, tenendo il termosifone a mille perché non prenda freddo durante il lungo ammollo. Alle 7,30 gli do la cena (“E’ buona la tua ciccia, nonna, il riso no, no piace a io-Tommy”)  poi insieme a Nonno Putativo lo accompagno dai genitori, in quella che lui chiama casa delli mammi e delli papà. La nostra è invece casa delli nonna.
Ogni sera, durante il tragitto verso la casa delli mammi e delli papà, passiamo davanti alla casa della Nonna Snella, mamma di Genero Preferito.
<<Non c’è più qui l’altra nonnina>> dico invariabilmente a Nipotino. Non voglio che dimentichi.
<<Tì, tì>> conferma lui, allegro.
<<E dove sta ora questa nonnina?>> gli chiedo.
<<Nel cuoricino di io-Tommy>> risponde lui, battendosi sul petto.
<<E cosa fa la nonnina che ora sta nel cuoricino?>> domando io.
<<Protegge a io-Tommy>> 
<<Proprio così. Bravissimo>>
Mi divertivo a stuzzicarla, dicendole che ero io la Nonna Alfa, in quanto mamma della mamma di Nipotino. Le dicevo che la mamma del papà è nonna un po’ meno, diciamo Nonna Beta. A settembre la nonna Snella se ne è andata. Ora veglia su Nipotino e se è vero che io sono la nonna Alfa, in quanto mamma della mamma, è certo che io-Tommy può contare sul migliore angelo custode del cielo.